Respinti i ricorsi amministrativi di Wind Tre, Tim, Vodafone e Fastweb contro la delibera n. 12/2017 dell'Agcom

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12-02-2018

Legittimo il divieto di fatturare e rinnovare i contratti di telefonia fissa a 28 giorni, ma congelati i rimborsi.

La terza sezione del Tar Lazio ha respinto i ricorsi promossi dal Wind Tre, Tim, Vodafone e Fastweb contro la delibera n. 121/2017 con cui l’Autorità Garante delle Comunicazioni aveva imposto, agli operatori delle telecomunicazioni la fatturazione e il rinnovo degli abbonamenti per i servizi di telefonia su rete fissa e servizi convergenti (contratti misti di telefonia e altri servizi, come ad es. i servizi televisivi o il traffico dati) con cadenza mensile anziché a 28 giorni. ponendo un termine per adeguarsi, scaduto a giugno del 2017. Le quattro compagnie telefoniche ricorrenti non si erano adeguate al regime di rinnovo e fatturazione imposto dall’Autorità, impugnando appunto la delibera.

La decisione del Tar Lazio conferma, come sostenuto dal Movimento Consumatori, intervenuto nei giudizi amministrativi a fianco dell’Agcom, la piena legittimità della delibera dell’Authority, valida e vincolante per le compagnie telefoniche che avrebbero dovuto adeguarvisi fin dal giugno 2017. Le compagnie hanno adottato quindi un comportamento illegittimo, violando una delibera valida e vincolante.

Ed è proprio per contrastare questa politica contrattuale di aperta contrapposizione con l’Agcom che il legislatore è poi intervenuto con la l. 172/2017 ribadendo con ancor più vigore la correttezza della delibera  che imponeva la fatturazione e il rinnovo con cadenza mensile, la soluzione che - alla luce dell’evoluzione dei mercati della telefonia fissa e mobile - garantisce la più elevata ed effettiva tutela degli utenti in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni sui prezzi vigenti, in fase di accesso e/o di uso dei servizi, nonché di controllo dei consumi e della spesa.

La decisione del Tar Lazio conferma, come richiesto da Movimento Consumatori in alcuni giudizi cautelari avviati in sede civile contro Wind Tre, Tim, Vodafone e Fastweb, che i consumatori hanno diritto ad essere informati circa l’illegittimo comportamento tenuto dalle compagnie che devono stornare i corrispettivi illegittimamente pagati con la fatturazione a 28 giorni, stimati in circa 900 milioni di euro per tutto il settore della telefonia fissa.  Ieri ci si aspettava anche il via libera ai rimborsi per tutti i clienti Vodafone, TIM, Wind Tre e Fastweb costretti a subire la fatturazione a 28 giorni, ma il Tar ha congelato qualunque decisione in merito fino al prossimo 31 ottobre 2018. Una "procedura cautelare" per evitare un esborso milionario da parte degli operatori, ma decisamente negativa per gli utenti. “Le compagnie devono restituire immediatamente quanto fatturato illegittimamente - afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento Consumatori -  in caso contrario sarà necessario ricorrere ad una class action”.

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